Armando Sfinge

armando sfinge

Armando Sfinge è uno dei pochi criminali gentleman ancora in circolazione. Il suo fare ottocentesco e la ferrea etichetta si accordano inevitabilmente col fare da casanova e il gusto per la truffa ineccepibile. Eppure, durante il furto che l’avrebbe reso multimilionario, Adalberto Sangue riesce a beccarlo. Tutt’ora Sfinge non capisce da chi ha avuto la soffiata o come sia mai potuto accadere che un detective comparso dal nulla l’abbia preso al primo colpo. Dopo la sentenza che ha decretato l’ergastolo, Armando si trova in una delle prigioni di massima sicurezza dello stato italiano: li dentro è il re indiscusso, fa entrare ciò che vuole all’interno ed è capace di interagire indirettamente con l’esterno. Viene interrogato talvolta da Sangue o da Enzo Proiettile o da entrambi: ottengono qualche intricato rebus, prese in giro o indizi volutamente regalati per smuovere le acque. “Presto evaderò, state in campana!” continua a ripetere, ma sembra passarsela troppo bene in prigione per farlo davvero. Gli resta un dubbio che vuole risolvere a tutti i costi: chi diamine è Adalberto Sangue?